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  • Regolamento Assist



    Come ormai sapete, Fantacalcio Italia utilizza i dati editi dalla Gazzetta dello Sport per il calcolo dei punteggi ottenuti dalle squadre iscritte alla nostra piattaforma. Oltre ai singoli voti, vengono presi in considerazione anche i bonus-malus associati ai calciatori, ovvero ammonizioni, espulsioni, autogol, gol e assist. Da quest'anno la Gazzetta dello Sport ha ampliato la 'visione' dell'assist, e per coerenza di calcolo,anche noi di Fantacalcio Italia ci atterremo alle novità proposte dalla 'rosa'.

    L'assist


    Cosa significa assist? Nel calcio è il passaggio di un calciatore che porta un compagno di squadra a realizzare un gol, senza successivi trasferimenti di possesso palla. Detto così, sembra tutto molto facile. Ma chi gioca al fantacalcio sa da anni che non tutti gli ultimi passaggi sono stati considerati assist al fantacalcio e quindi hanno ricevuto il conseguente +1 di bonus. Il perché è semplice: ci sono ultimi passaggi che non creano vere occasioni da gol o non mettono in condizione il compagno di calciare immediatamente in porta. Nelle ultime stagioni, FCI si è dotato di alcune linee guida: non è assist un passaggio dopo il quale chi riceve palla dribbla, elude o supera un avversario, non è assist un tocco che non sia un passaggio volontario, non è assist un passaggio che non mette in condizione chi riceve palla di tirare da posizione favorevole e così via. Ogni situazione in campo non è però mai uguale a un'altra e per questo nel corso degli anni ci sono stati diversi casi che hanno creato dibattito. Nell'intento di ridurre al minimo le polemiche e le valutazioni soggettive (che comunque saranno sempre di competenza della redazione della "Gazzetta dello Sport"), dal Mondiale 2018 abbiamo seguito nuove linee guida sull'attribuzione del bonus dell'assist.

    Volontarietà e dribling


    Restano valide due considerazioni: non saranno mai considerati assist passaggi chiaramente involontari o cui seguono un dribbling o comunque una giocata che porta chi riceve palla a superare o eludere un avversario. Facciamo un esempio concreto: nel secondo gol del Milan a Bologna nella stagione appena conclusa, Calhanoglu apre per Bonaventura che pur essendo smarcato, attende l'arrivo del difensore avversario, lo elude con una finta e portandosi la palla sul destro, conclude in porta. Gol, ma niente assist. Perché? Bonaventura supera un avversario.

    Avversari e non


    Nulla cambia sulla considerazione dei tocchi di difensori sulla traiettoria di un passaggio o di un cross. Va stabilito se la deviazione è o meno determinante per avvantaggiare sensibilmente chi poi fa gol. Mettiamo che il giocatore A effettui un cross per il giocatore B e un difensore intervenendo sulla palla la stoppi involontariamente per l'attaccante o la alzi a campanile agevolando la sua conclusione. Poi B segna e il passaggio di A era sì diretto a lui, ma la deviazione è determinante per avvantaggiarlo nel suo compito. Risultato: niente assist per A. Sarebbe stato diverso, invece, se la deviazione del difensore fosse stata minima, senza modificare granché intensità o traiettoria del passaggio. In questo caso, ad A sarebbe stato attribuito l'assist, fermo restando che il servizio sia volontario e indirizzato a B. Se infatti la deviazione del difensore avvenisse sulla traiettoria del passaggio da A a B e la palla poi raggiungesse C che fa gol, non ci sarebbe alcun bonus. E nel caso di una deviazione di un compagno? In questo caso non è mai assist, a meno che questa deviazione non si trasformi a sua volta in un passaggio volontario a un terzo giocatore. A quel punto, però, l’assist non è di chi crossa, ma di chi devia la palla. Chiudiamo con i cosiddetti veli: A crossa per B che fa passare la palla senza toccarla per favorire C. C segna, B fa una grande giocata, ma l'assist va ad A.

    Tiri da fuori area


    Veniamo però alla novità. E pensiamo ai tiri da fuori area. Sino alla scorsa stagione, tendenzialmente erano premiati con l'assist solo i passaggi che portavano a un tiro di prima intenzione. Dal Mondiale, invece, è stato assegnato il +1 ogni volta che il marcatore ha tirato entro i tre tocchi (da disposizione Uefa), sempre ammesso che non superi un avversario in precedenza e che il passaggio crei un'opportunità di calciare in porta dopo un controllo. Facciamo un esempio concreto: il terzo gol della Spal a Verona contro l'Hellas, sempre nella Serie A 2017-18. Qui Costa serve Kurtic al limite, lo sloveno stoppa e col sinistro batte Nicolas, evitando col controllo e tiro l'intervento di un difensore. Con le linee guida del 2017-18, non è stato dato l'assist. Al Mondiale e nella prossima Serie A, sarà invece assist. La casistica, ovviamente, si presta comunque a episodi al limite. Non tutti i tiri entro tre tocchi saranno automaticamente assist in caso di gol e viceversa. Per dire, se un giocatore con un tocco si allunga palla di 15 metri e arrivato al limite dell'area calcia, a difesa schierata, può non essere assist.

    Il Dribbling


    Basta un dribbling per invalidare il bonus riservato a un passaggio di un compagno? Sì. In questo il regolamento non cambia di molto. Se un attaccante supera o si libera di un avversario, il compagno che gli ha recapitato la palla in precedenza non riceverà il punto per l'assist. Anche qui però ci sono molti casi limite. Quando per esempio un giocatore sposta soltanto la palla, senza saltare il difensore, come bisogna valutarlo? Anche qui Gazzetta si riserva di giudicare caso per caso. Il principio è il seguente: se l'attaccante toccando la palla prima del tiro si apre un varco che non aveva tra lui e la porta, l'assist non sarà assegnato. Se invece il suo tocco non influisce in modo determinante nell'azione, il punto di bonus per chi ha effettuato il passaggio resta una possibilità.

    Il Passaggio Deviato


    In ultimo esaminiamo il caso di passaggi e soprattutto cross deviati da un avversario o da un compagno. Nel primo caso va stabilito se la deviazione è o meno determinante per avvantaggiare sensibilmente chi poi fa gol. Mettiamo che il giocatore A effettui un cross per il giocatore B e un difensore intervenendo sulla palla la stoppi involontariamente per l'attaccante o la alzi a campanile agevolando la sua conclusione. Poi B segna e il passaggio di A era sì diretto a lui, ma la deviazione è determinante per avvantaggiarlo nel suo compito. Risultato: niente assist per A. Sarebbe stato diverso, invece, se la deviazione del difensore fosse stata minima, senza modificare granchè intensità o traiettoria del passaggio. In questo caso, ad A sarebbe stato attribuito l'assist, fermo restando che il servizio sia volontario e indirizzato a B. Se infatti la deviazione del difensore avvenisse sulla traiettoria del passaggio da A a B e la palla poi raggiungesse C che fa gol, non ci sarebbe alcun bonus. E nel caso di una deviazione di un compagno? In questo caso non è mai assist, a meno che questa deviazione non si trasformi a sua volta in un passaggio volontario a un terzo giocatore. A quel punto, però, l'assist non è di chi crossa, ma di chi devia la palla. Chiudiamo con i cosiddetti veli: A crossa per B che fa passare la palla senza toccarla per favorire C. C segna, B fa una grande giocata, ma l'assist va ad A.

    I Calci da Fermo


    Su punizioni, calci d'angolo e rigori è sempre meglio fare chiarezza. Cominciamo dai calci piazzati: in caso di cross o passaggio non banale, la tendenza è assegnare il bonus dell'assist, sempre che non ci siano deviazioni o il giocatore che riceve palla non effettui un dribbling prima di tirare. Un principio simile vale anche per i calci d'angolo. Unica eccezioni sono gli appoggi nelle cosiddette punizioni di seconda: qui non c'è assist per chi tocca la palla per il tiro immediato del compagno, a meno che non siamo in presenza di uno schema elaborato. Un'ultima considerazione sui rigori. Capita davvero di rado, ma nel caso in cui chi va sul dischetto, al posto di tirare, serva volontariamente un compagno, si vedrà assegnato l'assist. Sempre che il compagno ovviamente segni senza dribblare nessun avversario escluso il portiere...